Cose che devi vedere mentre sei a Senigallia

Senigallia è la destinazione ideale per una vacanza da sogno grazie al mare pulito e alla sabbia vellutata, elementi naturali che ne fanno una delle mete più rinomate sia per il relax che per il divertimento. Ma Senigallia non è solo questo, ci sono luoghi ed esperienze da scoprire e assoporare.

Rotonda sul mare

La Rotonda a Mare di Senigallia, un sogno sospeso tra mare e terra, un affascinante ed elegante edificio capace di rappresentare la città e diventarne il simbolo, una vera e propria icona capace di plasmare l’identità cittadina e di riassumerne le ambizioni diventando da subito un pezzo importante dell’identità cittadina.

La Rotonda a Mare, un armonico esempio di architettura balneare, è il risultato di molteplici traversie, distruzioni, progetti e ricostruzioni, che hanno inizio nella Belle Epoque, quando venne innalzata una piattaforma lignea per attività idroterapiche e ricreative, sul mare davanti all’hotel Bagni su progetto di Vincenzo Ghinelli (1792-1871).

In seguito la decisione definitiva di realizzare la Rotonda a Mare a Senigallia venne adottata dall’Azienda Autonoma Stazione di Cura e Soggiorno il 30 gennaio 1932. Fu scelto il progetto presentato dall’ Ingegnere Enrico Cardelli, perchè conteneva “le caratteristiche di genialità e di economia volute”.

La Rotonda a Mare venne inaugurata il 18 luglio 1933, imponendosi ben presto come qualificato luogo di mondanità ed intrattenimento musicale. Il 7 luglio 1935 il Principe Umberto di Savoia venne a Senigallia per inaugurare la Colonia Marina Maria Pia di Savoia e per visitare la Rotonda a Mare.
Ma furono gli anni 1950-1960 la stagione d’oro della Rotonda di Senigallia, vero tempio della mondanità e luogo nel quale si esibirono stelle di prima grandezza della musica leggera italiana. Nel 2006 è stata riaperta al pubblico al termine dei lavori di restauro e riqualificazione.

Da sempre la Rotonda è stata per tutti i senigalliesi molte cose insieme: luogo di incontro e di socialità, piacevole occasione di intrattenimento, simbolo della vitalità artistica e culturale della città. Per le sue peculiarità storico architettoniche e per la posizione strategica e centrale che occupa nelle Marche così come in Italia, la Rotonda a Mare ci appare così testimonial prezioso di un moderno modello di offerta turistica, fondato non più su un’edificazione intensiva del litorale, quanto piuttosto basato su un’idea di sviluppo sostenibile, inscindibilmente legato alla salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale esistente e alla tutela della qualità della vita.

Rocca Roveresca

La Rocca Roveresca è tappa irrinunciabile nella visita della città di Senigallia. La Rocca può essere definita uno straordinario libro di storia: infatti è il risultato della sovrapposizione di strutture difensive succedutesi nei secoli, fin dalle origini della città, in un sito di determinante importanza strategica.

Alla struttura difensiva presente sin dalla fondazione romana della città, si sono nel tempo aggiunti torri e bastioni: sono ancora visibili le testimonianze della trecentesca Rocchetta voluta da Egidio Albornoz, a ridosso della quale sorse poi nel 1450 la Rocca di Sigismondo Pandolfo Malatesta (1450).

La struttura attuale del monumento è dovuta a Giovanni della Rovere, signore di Senigallia, e genero di Federico III da Montefeltro, duca di Urbino. Fu appunto il duca Federico che mise a disposizione di Giovanni i migliori architetti dell’epoca: Luciano Laurana e Baccio Pontelli. L’intervento iniziò nel 1478 con lo scopo di adattare la rocca alle nuove esigenze difensive. Nel 1503 la Rocca venne espugnata da Cesare Borgia che proprio a Senigallia compì la celebre strage descritta da Niccolò Machiavelli.

La Rocca Roveresca è unica nel suo genere perché non fu solo una fortezza, ma anche dimora signorile, sede di una scuola di artiglieria fondata da Guidubaldo della Rovere nel 1533; estintasi la dinastia ducale, dopo il ritorno della città sotto il dominio della Chiesa nel 1631, fu carcere pontificio ed orfanotrofio.

Oggi ospita mostre d’arte e prestigiose manifestazioni culturali.

Portici Ercolani

I Portici Ercolani sono uno degli elementi urbanistici che più caratterizzano la città. Ricordano nel nome il monsignore Giuseppe Ercolani (1677-1759) che li ha progettati alla metà del Settecento per volontà di Papa Benedetto XIV, al secolo Prospero Lambertini, con lo scopo di ospitare annualmente la celeberrima Fiera Franca in continua espansione.

I Portici Ercolani, centoventisei arcate in pietra d’Istria, costeggiano la riva destra del fiume Misa. Originariamente avrebbero dovuto essere costruiti anche sul lato opposto del fiume, ma la crisi della fiera, dovuta alla perdita dei benefici fiscali, ebbe l’effetto di bloccare le nuove costruzioni e rallentare la conclusione dei cantieri in corso. Oggi, sotto i Portici Ercolani,  è possibile rivivere e respirare l’atmosfera degli anni d’oro della fiera ogni giovedì mattina per il mercato settimanale.

Piazza Garibaldi

Come i Portici così anche Piazza Garibaldi, detta anche Piazza del Duomo, ci rievoca il periodo più splendido della fiera: infatti si colloca al centro dell’opera di ampliamento urbanistico voluto da Papa Lambertini a metà del ‘700.

Grazie ai lavori di riqualificazione da poco terminati, Piazza Garibaldi disegna uno scenario urbano di grande suggestione e bellezza, accogliendo edifici pubblici di grande pregio architettonico: Palazzo Becci, la Cattedrale di San Pietro Apostolo, il Palazzo Vescovile con la Pinacoteca Diocesana, Palazzo Micciarelli (ex Filanda), Auditorium San Rocco, Palazzo delle Dogane (Il Doganone) e il Collegio Ginnasio Pio IX.

Particolarmente degni di nota sono il Palazzo Micciarelli, progettato dall’architetto senigalliese Pietro Ghinelli e che all’inizio dell’Ottocento ospitava, all’interno della sua corte, un teatro condominiale in legno, e la Cattedrale, ricca di opere d’arte.

Piazza Roma

Piazza Roma è il cuore del governo cittadino, una vera e propria agorà. Il seicentesco Palazzo del Governo che si affaccia sulla piazza venne fatto costruire su ordinanza di Francesco Maria II Della Rovere nel 1609. Il progetto dell’architetto urbinate Muzio Oddi è portato a termine nel 1644.

Di fronte al palazzo comunale è possibile ammirare la fontana del Nettuno, comunemente chiamata dai senigalliesi “l’monc’ in piazza” (il monco in piazza) per la mancanza di arti. L’origine della statua è sconosciuta anche se alcuni ipotizzano una sua origine romana, mentre secondo altri sarebbe opera di scuola del Gianbologna.

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